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Il 2022 non è stato un anno foriero di buone notizie per i risparmiatori di tutto il mondo, che hanno visto erodere sensibilmente il loro potere d’acquisto a causa di un’inflazione mai così galoppante come da 50 anni a questa parte. A fare da detonatore sono state le tensioni geopolitiche sfociate nel conflitto in terra ucraina, ma già alla fine dello scorso anno, nonostante le continue smentite delle banche centrali, si avvertiva un aumento dei prezzi della maggior parte dei beni.

Un po’ di inflazione, quindi, era prevedibile. Nessuno, però, poteva immaginare un aumento così corposo della stessa, che ha costretto, di fatto, i banchieri centrali a rimangiarsi quanto dichiarato negli ultimi due trimestri del 2021, iniziando una politica monetaria restrittiva che, in particolar modo all’al di là dell’Atlantico, è stata decisamente vigorosa: era mezzo secolo che la Federal Reserve non metteva in atto un rialzo dei tassi così “imponente” in un breve arco temporale.

2022: un anno nefasto per i risparmiatori di tutto il mondo

D’altro canto, per combattere un’inflazione così “mordente”, le armi a disposizione non sono molte. E l’aumento dei tassi, pur non risultando sempre vincente, è quella che storicamente è riuscita a ricondurre l’inflazione entro limiti “accettabili”, anche a costo, come sta avvenendo in alcune zone del mondo, di spingere l’economia in recessione. Un fattore, quest’ultimo, che non giova certo ai risparmiatori che investono nel mondo finanziario, che hanno vissuto un 2022 da incubo.

Tutti gli asset finanziari, ad eccezione di quelli particolarmente speculativi legati ad alcune materie prime (come, ad esempio, il gas), hanno registrato corposi ribassi, soprattutto in settori, come quelli legati al mondo obbligazionario, storicamente considerati “sicuri”. Ma in una fase di forte restrizione della politica monetaria delle banche centrali, anche gli asset legati al mondo del bond diventano estremamente volatili, specie quegli asset, come gli High Yield Bond, che incorporano un rischio maggiore rispetto agli Investment Grade.

Online o allo sportello bancario: è questo il giusto quesito da porsi quando investiamo?

Discese dei rendimenti a doppia cifra che, in molti casi, hanno messo a dura prova la pazienza degli investitori, che – in talune circostanze – temendo il peggio hanno preferito disinvestire i propri titoli e restare “liquidi”, accusando perdite che, complice l’inflazione elevata, non è stata certo compensata dalla giacenza sul conto corrente. Tutt’altro. E in clima in cui il valore del capitale investito in ambito finanziario scende, l’umore e la fiducia dei risparmiatori non è certamente elevata.

In questa fase così complessa, con pochi precedenti nella storia del dopoguerra, in molti si sono posti alcuni quesiti. Tra questi, uno, più d’altri, ha fatto capolino nell’animo dei risparmiatori: sono sicuri gli investimenti online o è meglio affidarsi ad una banca? Una domanda legittima per chi, come una fetta consistente della popolazione italiana, non dispone di elevate conoscenze in ambito finanziario.

A fare la differenza, è bene specificarlo, non è la modalità con la quale si approccia al mondo finanziario, ovvero se investire online o recarsi allo sportello bancario, ma come si investe, ossia in quali titoli vengono allocati i propri risparmi. Le perdite accusate in questo nefasto anno, infatti, hanno colpito indiscriminatamente i trader o i clienti degli istituti bancari.

L’importanza di affidarsi ad un soggetto esperto in ambito finanziario

Certo, se si investe online è importante affidarsi a piattaforme di trading legali, che dispongono dell’autorizzazione da parte della CONSOB per operare nel nostro territorio. La domanda giusta da porsi, tuttavia, è un’altra: in che asset devo investire? È importante conoscere la rischiosità dei titoli nei quali investiamo, tenendo ben presente – come recita una regola aurea del mondo finanziario – che la ricerca di un guadagno maggiore implica, giocoforza, l’accettazione di una volatilità più spiccata.

È importante, qualora non si disponesse di conoscenze adeguate, rivolgersi ad un esperto finanziario, indipendentemente dal fatto che questo soggetto operi per un istituto di credito oppure online. Anche navigando sul web, infatti, si possono ottenere preziosi consigli sulla gestione dei propri risparmi. Molti esperti online hanno scritto approfondite sull’argomento investimenti, tra questi posso consigliarti gli articoli di Germanò Marco.