Balotelli capitano della nazionale? Le prime reazioni

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Balotelli potrebbe indossare la fascia di capitano nella nuova Nazionale allenata da Roberto Mancini? Dopo che Super Mario ha fatto ritorno con la maglia azzurra nell’amichevole contro l’Arabia Saudita si è parlato di questa possibilità, e anche l’attaccante ha detto la sua a riguardo. Tutte le news calciomercato più dettagliate sono al link.

Ci sono sicuramente grandi speranze attorno a questa nuova Nazionale, sebbene la ferita della mancata qualificazione ai Mondiali di Russia bruci ancora tanto, e la curiosità nei confronti di Balotelli e delle sue prestazioni non è poca.

Balotelli: “potrebbe essere un bel segno per gli immigrati africani”

Dinanzi alla domanda del giornalista, Balotelli ha sostanzialmente dichiarato di non considerare l’essere capitano un aspetto cruciale, sottolineando che la sua priorità in maglia azzurra è quella di far gol, allo stesso tempo ha però detto che assegnargli la fascia “potrebbe essere un bel segno, soprattutto per gli immigrati africani”.

In occasione di quest’intervista concessa alla vigilia del match amichevole contro l’Olanda, un’altra esclusa “di lusso” dai mondiali 2018, Balotelli si è anche soffermato sul problema del razzismo, sottolineando il fatto che l’Italia dovrebbe svegliarsi ed essere più aperta nell’accogliere chi proviene da altri paesi, citando come esempio la Francia e l’Inghilterra.

Per l’attaccante, un passato con tante ombre

Il passato di Balotelli, purtroppo, non corrisponde certo a quella che dovrebbe essere la figura ideale del capitano di una squadra nazionale.

Tralasciando la sua vita privata, che è giusto che rimanga tale, l’attaccante si è spesso reso protagonista di episodi poco piacevoli quali gesti antisportivi nei confronti avversari e tifosi, falli di reazione, per non parlare delle tante partite giocate con un atteggiamento abulico e tutt’altro che concentrato.

Nel flop della Nazionale ai Mondiali 2014 Balotelli fu uno dei principali imputati, e nell’occasione si costruirono probabilmente delle aspettative davvero troppo elevate nei confronti dell’attaccante.

L’allora ct della Nazionale Prandelli comunicò in modo neppure troppo velato di volerlo portare al Mondiale moltissimo tempo prima della competizione, entusiasmato probabilmente dalla sua giovane età: il commissario tecnico tuttavia non considerò il fatto che il ragazzo mostrasse già dei grossi limiti caratteriali e un rendimento tutt’altro che continuo.

Il resto, purtroppo, è storia, con l’Italia fuori al primo turno, Prandelli che ammise di aver sbagliato a puntare su di lui e dichiarazioni inequivocabili da parte di alcuni compagni di squadra, De Rossi su tutti.

Una scelta che spetta solo a mister Mancini

Nessuna persona, ovviamente, merita di essere giudicata dal suo passato: se Mancini ha scelto di convocare Balotelli è perché ha ritenuto positivo ciò che l’attaccante sta facendo in Francia, con la maglia del Nizza.

Sarà dunque lo stesso Mancini a scegliere chi sarà ad indossare l’ambita fascia da capitano: solo chi vive i calciatori nello spogliatoio e negli allenamenti può compiere le scelte più opportune, di conseguenza è giusto che questa responsabilità spetti esclusivamente al nuovo commissario tecnico che è chiamato a un compito tutt’altro che semplice a seguito della mancata qualificazione ai Mondiali in Russia.

Non ha certo a disposizione dei fenomeni, l’allenatore di Jesi, dunque dovrà esser bravo nel costruire un gruppo perfettamente coeso.

Discutere su chi possa essere il capitano di questa nuova Nazionale è probabilmente poco costruttivo, d’altronde eleggere capitano un determinato giocatore sarebbe una sorta di “garanzia” sulla sua convocazione, di conseguenza si rischierebbe di fare un errore simile a quello commesso da Prandelli nei Mondiali del 2014.

Evitare gli stessi errori di Prandelli

Alla luce di quanto detto fin ad ora, dunque, è preferibile vivere alla giornata, valutando periodicamente la condizione e le prestazioni dei giocatori e soprattutto consentendo a mister Mancini di fare tutte le valutazioni del caso senza alcuna pressione mediatica.

Quanto al significato “simbolico” che potrebbe avere la consegna della fascia a un giocatore di colore, c’è poco da dire: nessuna persona dovrebbe mai essere giudicata per il colore della sua pelle, proprio per questo motivo compiere delle scelte per ragioni prettamente simboliche può essere discutibile.

Essere italiani è un qualcosa che va ben al di là del colore della pelle e delle caratteristiche fisiche, questo dovrebbe essere ormai ampiamente interiorizzato, di conseguenza sarebbe il caso di tralasciare definitivamente questi discorsi e isolare chiunque faccia ricorso a questi sciocchi stereotipi.

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